
"Partecipate gestite in maniera pessima e nomine discutibili: Ruggeri deve dimettersi o ne chiederemo la rimozione". Sono le conclusioni tracciate dall’Esecutivo Comunale del Pd sulle partecipate: "tutto fallimentare".
Sembra un bollettino di guerra il quadro riassuntivo del Pd sulla gestione delle partecipate in casa Pdl. Per l'esecutivo comunale del partito d'opposizione, infatti, il bilancio dei "primi" mesi della Giunta Buzzanca è estremamente negativo, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle società partecipate."Il non governo di centrodestra - attaccano gli esponenti del Pd - sta mettendo a nudo la verità di una coalizione incoerente e inconcludente, priva di un programma, della necessaria unità interna ma, soprattutto, lontana dai bisogni veri della cittadinanza, quelli percepiti dalla gente comune".E ce n'è per tutti, cominciando dalla Municipalizzata. "All'Atm è stato nominato commissario l’ing. Manna, dirigente comunale che, gravato da mille incombenze, non è stato messo in condizione di adempiere in pieno al gravoso compito, finendo per apparire come chi doveva tenere in caldo un posto per qualcun altro. La trasformazione in Spa dell’azienda è nebulosa e mal si comprende se dovrà essere a capitale pubblico o misto. Il piano industriale consegnato da pochi giorni va analizzato in maniera approfondita, anche perché, fino a questo momento, è stato utilizzato per avanzare una piattaforma di ragionamento sindacale con i dipendenti".Il Pd non è più tenero con l'Istituzione dei Servizi Sociali su cui, sostengono, "si sono sentiti solo proclami confusi, che vanno a sovrapporsi al caos generato dal commissario Sinatra"."All'Amam - scrive il Pd - la ruota per la presidenza si è fermata sulla casella di Sutera. Ma il dubbio sull’ incompatibilità ne inficia ab originem l'incarico, poiché il presidente è anche dirigente di un’azienda ospedaliera pubblica che opera su territorio comunale. Inoltre, non si comprende quale sarà il ruolo di tale partecipata alla luce del nuovo disegno normativo in atto"."A MessinAmbiente - prosegue - la recente nomina del Direttore Generale, Armando Di Maria, è destinata a generare discussioni e polemiche, mentre sarebbe più logico risolvere il rapporto con l'Ato (che se da un lato è stato tacciato più volte di essere un doppione, dall'altro continua ad essere causa di litigi per la spartizione di poltrone)".Ma il dente avvelenato del Pd colpisce soprattutto l'ATO 3 in cui "si ridicolizza l'approssimazione dell’Amministrazione, che ha incarnato nella stessa persona i ruoli di controllore e controllato. Ruggeri è, infatti, Capo dell'Ufficio di Gabinetto del Sindaco, controllore e, contemporaneamente, presidente del CdA Dell'ATO 3, ente partecipato dal Comune e, quindi, soggetto controllato. Inoltre, lo stesso Ruggeri è anche direttore del polo catastale, componente la Commissione di vigilanza per gli spettacoli, presidente dell'Ordine dei periti, dipendente comunale". "Appare ovvio - continuano gli esponenti del partito d'opposizione - che il dipendente comunale non può essere pubblico amministratore o, peggio, legale rappresentante di una società partecipata. Non vi è dubbio: o Ruggeri si dimette da presidente dell'Ato 3, o i nostri consiglieri comunali ne chiederanno la rimozione al sindaco attraverso una discussione che passi dall'Aula con apposito ordine del giorno".